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Dire addio non è mai facile

Abbiamo deciso di restare a Milano, per sempre.

Questa decisione ci ha portato a prenderne un’altra non meno difficile: vendere la nostra casa a Scalea. Sono sempre stata restia a fare questo grande passo, non ho mai voluto spostare niente in quella casa, era il mio punto fermo, un’ancora su cui aggrapparmi, dove poter sempre ritornare. Ho sempre sperato potessimo aprire di nuovo quella porta e non fargli vedere più noi di spalle che la chiudevano con delle valige in mano. Chi vive al sud sa bene che la situazione lavorativa lì non è affatto una delle migliori.

 

E’ per questo che restare a Milano ci è sembrata la soluzione più giusta per noi, ma soprattutto per Riccardo. La più giusta, non certo la meno dolorosa. Abbiamo ristrutturato quella casa cinque mesi prima di andare a vivere a Milano.

Quando apro quella porta si sente ancora il profumo di pittura, alcuni quadri sono ancora da appendere, c’è sempre quella busta blu dell’Ikea con dentro delle cose che avevamo acquistato ancora confezionate. E’ rimasto tutto lì, fermo a cinque anni fa.

Ogni piccolo dettaglio di quella casa l’abbiamo scelto noi, dal parquet alle mattonelle del bagno, ogni presa è stata posizionata in un luogo che abbiamo scelto personalmente. L’arredamento ancora nuovo, non vissuto come avremmo voluto e creduto, è lì.

Quando abbiamo preso casa in affitto a Gaggiano, un piccolo paese a dieci minuti da Milano, era vuota. Non ho voluto assolutamente far trasferire i nostri mobili qui, così abbiamo deciso di acquistarli nuovi.

Un arredamento completamente diverso da quello che avevamo scelto a Scalea, sicuramente meno importante.

Con la decisione di mettere in vendita la casa a Scalea, abbiamo deciso di vendere i mobili che avevamo acquistato e far trasferire i mobili da Scalea. Quei mobili hanno un grandissimo valore affettivo, visto che è stato il regalo di matrimonio dei miei genitori.

Così questa sarà l’ultima notte in cui dormiremo in questo letto, che se fino a qualche anno fa era per noi uno sconosciuto, ora non lo è più.

Ha asciugato le mie lacrime quando credevo di non farcela, mi ha sorretto quando non riuscivo a trovare la posizione giusta per dormire con il pancione, ha ascoltato il pianto di Riccardo la prima notte che ha dormito a casa, lo ha protetto quando sembrava minuscolo su quel letto enorme contornato da mille cuscini.

Cucinerò per l’ultima volta in quella cucina che mi ha vista cucinare pranzi domenicali solo per due persone, su cui ho preparato il caffè dopo notti insonni e dove ho sperimentato le mille pappe per Riccardo durante lo svezzamento.

Domani tutto questo non ci sarà più, torneranno quei mobili che tanto mi sono mancati, ma che troveranno due persone completamente diverse da come li hanno lasciati, più una.

Denise, 29 anni, sono un'inguaribile romantica, tanto che ho sposato Luca quando avevo 20 anni. Insieme abbiamo avuto Riccardo nel 2017, il frutto del nostro grande amore. Calabrese d'origine, vivo a Milano dal 2014. La fotografia è la mia più grande passione, ma adoro anche il sushi e viaggiare per scoprire posti nuovi.

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