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La mia scelta di essere una Mamma Full Time

Ho sempre desiderato essere mamma, fin da piccola.

Agli esami di maturità, l’ultima domanda che mi hanno posto è stata “Denise, cosa vuoi fare da grande?”, non ci ho pensato due volte a rispondere “La mamma”.

Non ho mai aspirato alla carriera nel mondo del lavoro, per me lavorare è sempre stato solo il mezzo per poter contribuire economicamente in famiglia.

Penso che l’annuncio di una gravidanza sia il più bello che una donna possa fare, sia in famiglia che sul posto di lavoro. Dovrebbe essere un momento di gioia, per tutti. Il mio annuncio al lavoro invece all’epoca, fu definito “inaspettato”e poco gradito. Capisco bene che per l’azienda una donna che diventa mamma sia un costo, quello che non capisco è perchè è la donna che vuole diventare mamma ad esser vista quasi come un’opportunista nei confronti dell’azienda, quando è colpa dello Stato se non vengono aboliti i costi eccessivi che le riguardano.

 

Sono dell’idea che se una donna decide di mettere al mondo un bambino, deve poterlo accompagnare nella sua crescita e non affidare questo compito delicato a baby-sitter, nonni o asili nido, quindi avrei comunque preso la decisione di abbandonare il mio “caro posto a tempo indeterminato”, naturalmente l’atteggiamento che ricevetti, rese tutto più semplice.

Con questo non giudico affatto le mamme che decidono di ritornare subito a lavorare, ognuno sa cosa è meglio per se, per la propria famiglia e per il proprio bambino.

Penso sicuramente che in Italia le mamme non vengano tutelate come dovrebbero, a parer mio:

  • occorrerebbe allungare i mesi di maternità obbligatoria. Al momento la legge prevede che la donna lavoratrice abbia diritto di astenersi dal lavoro per un periodo di 5 mesi totali, 2 da usufruire prima della nascita del bambino e 3 mesi post partum. Dopodiché è possibile avvalersi di 6 mesi di maternità facoltativa retribuita al 30%;
  • concedere alle mamme che lo desiderano il part-time al lavoro;
  • avere più nidi aziendali;
  • ridurre i costi degli asili nido;

Care mamme, vi accorgerete ben presto che la scelta, economicamente parlando, più vantaggiosa dopo la nascita del vostro bambino, sono le dimissioni volontarie.

Ebbene si, la madre lavoratrice che rassegna le dimissioni entro il primo anno di vita del figlio usufruisce dei seguenti vantaggi, normalmente non previsti in caso di dimissioni volontarie:

  • non è tenuta a dare il preavviso al proprio datore di lavoro;
  • ha diritto all’indennità sostitutiva del preavviso, come se fosse stata licenziata;
  • ha diritto all’indennità di disoccupazione (Naspi).

La durata del periodo disoccupazione, è pari alla metà delle settimane contributive regolarmente denunciate nei quattro anni precedenti alle dimissioni, e l’importo corrisponde al 75% dello stipendio medio percepito nel quadriennio (inteso quale retribuzione media imponibile ai fini previdenziali), se dal calcolo della media emerge un valore inferiore ad € 1.195,00. Se la media mensile risulta invece superiore, al 75% di 1.195,00 si aggiunge il 25%della somma eccedente i 1.195,00 euro. ovviamente parliamo sempre di cifre al lordo.

L’assegno non può comunque superare i 1.300,00 euro mensili.

Attenzione però al fatto che l’indennità, così calcolata, diminuisce del 3%, ogni mese, dal 4° mese fino al termine del periodo indennizzato.

Io ho fatto quindi la scelta di restare a casa fino a quando Riccardo non andrà alla Scuola Materna, poi opterò per un lavoro part-time, in modo da potermi dedicare a lui nel pomeriggio.

E voi quale decisione avete preso dopo la nascita del vostro bambino? Raccontatemi le vostre esperienze.

 

 

 

Denise, 29 anni, sono un'inguaribile romantica, tanto che ho sposato Luca quando avevo 20 anni. Insieme abbiamo avuto Riccardo nel 2017, il frutto del nostro grande amore. Calabrese d'origine, vivo a Milano dal 2014. La fotografia è la mia più grande passione, ma adoro anche il sushi e viaggiare per scoprire posti nuovi.

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