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Spannolinamento: 8 consigli per affrontarlo al meglio

Da quando è nato Riccardo, sembra che l’estate porti con sé tanti cambiamenti e grandi traguardi.

L’anno scorso a Maggio, è terminata la fase dell’allattamento. Non posso assolutamente lamentarmi perché è giunta alla fine in modo naturale, senza grossi sacrifici. Non sono stata io a deciderlo, è stato Riccardo che da un giorno all’altro non me l’ha più chiesto ed io non gliel’ho più proposto.

Sono abbastanza contenta di come sia andata (forse è stato più difficile per me accettarne la fine) perché molte mamme raccontano la fine dell’allattamento come una fase molto difficile. Mi ritengo tanto fortunata in questo.

Poi a luglio dell’anno scorso, Riccardo, ha mosso i suoi primi passi. Altro grande ed emozionante traguardo.

Quest’estate, ad agosto, abbiamo affrontato un’altra fase importante: il tanto temuto SPANNOLINAMENTO.

Devo dire che ero un pò spaventata ad affrontarlo. In primis perchè ho ascoltato racconti di mamme che hanno impiegato anche due mesi nel riuscirci e poi perchè tutti mi dicevano che era ancora troppo piccolo per affrontarlo (Riccardo ha compiuto due anni a maggio).

Ho deciso ugualmente di provarci e devo dire che anche questa volta Riccardo mi ha sorpreso.

Vi racconto il metodo che ho utilizzato, ricordandovi però che ogni bambino è diverso, quindi potreste dover modificarlo in base alle loro esigenze:

  1. Iniziate lo spannolinamento in estate, in quanto il bambino ha pochi indumenti addosso che può bagnare. Non abbiamo iniziato a Luglio per una mia comodità, visto che eravamo in vacanza e non ho voluto sovraccaricarlo di un possibile stress in un periodo che per lui e per noi era di spensieratezza. Abbiamo quindi iniziato ad Agosto anche se sapevo che a breve dovevamo affrontare il nostro viaggio in Trentino Alto Adige.
  2. Date piena fiducia ai vostri bimbi. In molti mi dicevano che forse era ancora troppo piccolo per togliere il pannolino. “Di solito lo si fa a tre anni” mi dicevano. Ma io ho voluto provarci ugualmente, dandogli appunto tutta la mia fiducia.
  3. La mamma deve esserne convinta al 100%. E’ un grande cambiamento che affronterete insieme e ciò deve avvenire in un clima il più sereno possibile. Cercate di non sovraccaricarlo del vostro stress. Se sarete serene e convinte di poterlo affrontare, lo trasmetterete a lui di conseguenza.
  4. Una volta tolto, non lo mettete più. Ci sono due scuole di pensiero diverse su questo punto. C’è chi dice che una volta tolto non va più messo sia di giorno che di notte per non confondere il bambino e chi dice di metterlo solo la notte. Io ho optato per la seconda, visto che Riccardo continuava a bagnare tantissimo il pannolino durante la notte. Ho deciso di toglierlo anche la notte quando ho visto che la mattina il pannolino era completamente asciutto (circa una settimana dopo aver iniziato).
  5. Non bisogna rimproverare il bambino quando fa la pipì a terra. Deve capire il meccanismo e sgridarlo potrebbe traumatizzarlo.
  6. Acquistate un riduttore per il wc. Alcuni bambini potrebbero spaventarsi di caderci dentro, ed è sicuramente più sicuro e più pratico per lui. Io ho optato per un riduttore ed uno sgabellino per salire sul wc (acquistati da Ikea) al posto del classico vasino. Se lo avessi abituato al vasino, avrei dovuto poi farlo abituare al wc in un secondo momento. Quindi ho deciso di farlo da subito.
  7. Invogliatelo ad andare in bagno molto spesso, anche ogni mezz’ora. Sedendolo sul gabinetto sicuramente farà aumentare lo stimolo della pipì. In più lui prenderà confidenza con quel nuovo meccanismo.
  8. Distraetelo con dei libri o dei giochi che gli farete trovare accanto al wc. In questo modo sarà molto più facile tenerlo seduto per un pò di tempo.

Se vi dicessi che è stato difficile o traumatico per lui, direi una bugia. Dall’altra parte non vorrei darvi false speranze dicendovi che la vostra esperienza sarà tutta rose e fiori. Come vi dicevo all’inizio, ogni bambino è diverso dall’altro.

Noi dopo una settimana ci siamo riusciti.

Anche durante il viaggio in Trentino è stato bravissimo, mi chiedeva lui di fermarci per farla.

A volte quando usciamo, aspetta che torniamo a casa per correre in bagno.

Devo dire che è stato super bravissimo ed io molto fortunata.

Un nuovo traguardo è stato raggiunto, anche se con un velo di malinconia, visto che questo significa che sta crescendo. Vederlo girare in casa con gli slip fa un certo effetto.

Sta diventando un ometto ed io, anche se è difficile, mi devo rassegnare all’idea.

Denise, 29 anni, sono un'inguaribile romantica, tanto che ho sposato Luca quando avevo 20 anni. Insieme abbiamo avuto Riccardo nel 2017, il frutto del nostro grande amore. Calabrese d'origine, vivo a Milano dal 2014. La fotografia è la mia più grande passione, ma adoro anche il sushi e viaggiare per scoprire posti nuovi.

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